“Schiavitù e liberazione delle prostitute
(in memoria dell’opera di don Oreste Benzi)”.
Assemblea pubbica Venerdì 23 maggio alle 21 in Sala Manzoni a Rimini
RIMINI – L’iniziativa é promossa dalla Scuola di Formazione Politica “Tommaso Moro”. Relatori saranno don Giancarlo Perego (Teologo e Resp. Centro documentazione Caritas – Migrantes) e Paolo Ramonda (Presidente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII).
L’assemblea sarà introdotta dalla presentazione dell’inchiesta del dottor Francesco Perez dal titolo: “Prostituzione a Rimini, dagli anni 80 ad oggi”.
www.tommasomoro.eu
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Tre motivi per partecipare.
Don Oreste, anche nei suoi ultimi interventi pubblici, con la sua consueta “forza” ricordava alla comunità ecclesiale e alle istituzioni la necessità di “liberare” queste ragazze schiavizzate. Il video che, in occasione della sua morte, è stato distribuito in migliaia di copie, si apre con quelle immagini straordinarie del prete, nella nebbia, che chiama “sorelle” le nigeriane sui marciapiedi e con loro si ferma a recitare il rosario.
Il Vescovo Francesco, dalla festa di San Gaudenzo del 2007, in diverse occasioni ha ricordato alla sua Chiesa che queste nostre sorelle non devono essere lasciate sole. E’ chiaramente un problema delle istituzioni, ma anche di ciascun credente che non può tollerare né la mercificazione dell’amore né la schiavitù delle persone.
Il problema della schiavitù e dello sfruttamento è rimosso sistematicamente da una sorta di “decadentismo felliniano”, come se le ragazze che sono sui marciapiedi siano il frutto di una “poesia” cinematografica, un po’ pruriginosa, e non delle giovani rapite dalle famiglie, spesso ignare, e buttate per pochi euro in pasto a degli “uomini” che non trovano nulla di meglio che degradarle.
Come scuola diocesana di politica vogliamo mettere al centro della nostra riflessione questi tre temi, non fermandoci solo ad una sterile denuncia, pur necessaria, ma con un’ottica pedagogica, per far sì che ognuno si faccia carico del problema e promuova, nelle istituzioni e nella società, comportamenti che rimettano al centro la dignità delle donne.
Si tratta di un approccio nuovo, libero da ogni sterile moralismo, che più laicamente rimette al centro la dignità e la libertà delle donne, senza nascondere gli aspetti sanitari e di ordine pubblico, ma inquadrandoli all’interno del problema ben più importante dei diritti inalienabili della “persona”.
Il direttore della Scuola San Tommaso Moro
Agostino Pasquini
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