Il pianeta dipende … da ciò che mangiamo

Il pianeta dipende da ciò che mangiamo, sembra impossibile, ma ci stiamo giocando il nostro futuro, proprio sul cibo.

Non ce ne rendiamo conto e continuiamo a volere sulle nostre tavole, pomodori in inverno e uva a primavera. in ogni stagione, tutto  ma pagato  a caro prezzo.
Importare un chilo di asparagi  dal Perù o un chilo di ciliegie dall’Argentina che viaggiano in aereo per arrivare nel nostro piatto, significa lasciare nell’atmosfera  6 chili e mezzo di anidride carbonica emessa dai carburanti fossili.
E poi ci sono I controsensi del mordi e fuggi del preincartato: le carote grattugiate dentro la vaschetta di plastica, ci costano 8 euro al kilo, ma a chi le produce costano solo 7 centesimi.
La natura paga il suo prezzo con l’inquinamento di aria, terra, acqua.
Tutto questo  per avere prodotti  sempre , ma carissimi,  più scadenti dal punto di vista  nutritivo e del sapore.

Da una recente ricerca dell’ONU, del  Millennium Ecosystem-Assesment, in grado di stabilire lo stato di salute del pianeta; solo per coltivare, allevare, o produrre quello che diventerà il nostro cibo e portarlo sulle nostre tavole, produciamo il 30 per cento dei gas serra.
Che stanno contribuendo alla rovina del pianeta.
C’è qualcosa che si può fare per invertire questo declino, come si può commercializzare e distribuire il cibo senza danneggiare l’ambiente che lo produce?

Da noi le parole vincenti sono mercati equi e solidali, soprattutto locali, a kilometro zero, come si dice oggi, I gas gruppi di acquisto solidale, la riscoperta delle antiche varietà di prodotti locali come sta facendo la Valconca con il neonato consorzio di Terre solidali

Molti agricoltori stanno dimostrando che un’agricoltura pulita è possibile e non costa di più. Nelle nostre campagne si stanno muovendo I piccoli produttori agricoli, qualcosa si può fare.

Bisogna muoversi in fretta se vogliamo salvarci noi e il pianeta in cui viviamo. Dall’antichità si dice che noi siamo quello che mangiamo e mai citazione fu più vera per l’oggi.

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